È stato il momento in cui l’Italia intera ha trattenuto il fiato.

Alle 19:28 di ieri sera, durante la diretta di “Tiki Taka Sport” su Canale 5, Diletta Leotta ha compiuto un gesto che entrerà nei manuali di giornalismo come esempio di ciò che non si deve mai fare: ha aggredito verbalmente il numero 1 del tennis mondiale, il ragazzo che ha appena portato l’Italia sul tetto del mondo, Jannik Sinner.

Il contesto era già teso. In studio si discuteva della scelta di Sinner di non esporsi pubblicamente su temi politici e sociali, una decisione che per settimane aveva diviso opinionisti e tifosi.
Un ospite, l’ex calciatore Antonio Cassano, aveva difeso Jannik: «Un atleta non è obbligato a fare il politico, lascia che giochi e basta».

È stato lì che Diletta Leotta ha perso completamente la testa.

Si è alzata in piedi, ha sbattuto il copione sul tavolo e ha urlato in diretta nazionale:
«Ma quale campione! Uno schiaffo assordante in faccia all’Italia! Non abbiamo bisogno di perdenti falliti come lui che pensano solo ai soldi, ai tornei e ai contratti milionari mentre il Paese ha bisogno di voci, di impegno, di qualcuno che ci rappresenti davvero!»
Il silenzio è durato 4 secondi, un’eternità in televisione. Poi ha proseguito per altri 18 secondi, arrivando a definire Sinner «un egoista senza cuore», «un traditore delle sue origini altoatesine» e «un ragazzo che ha dimenticato da dove viene».
Il regista ha urlato tre volte «Stacca! Stacca tutto!», ma il danno era già fatto. Milioni di italiani avevano sentito.
Quando finalmente le telecamere sono state spente, lo studio è precipitato nel caos più totale.
Secondo cinque fonti interne alla produzione (tra cui due tecnici audio e un cameraman), il regista storico del programma, Massimo Righini, si è avvicinato alla Leotta e le avrebbe mollato uno schiaffo in pieno volto, urlando: «Sei impazzita?! Hai appena distrutto la carriera di un campione italiano!»
La conduttrice è scoppiata in lacrime isteriche ed è stata portata via dal trucco. La registrazione è stata interrotta per oltre quaranta minuti.
Ma il vero terremoto è arrivato alle 19:47.
Il telefono della regia ha squillato. Il centralinista ha passato la chiamata al produttore esecutivo con una sola parola: «È lui».
Jannik Sinner in persona, in collegamento diretto da Montecarlo.
La telefonata, durata 1 minuto e 42 secondi, è stata registrata integralmente dal team del tennista ed è stata pubblicata alle 20:15 sul suo profilo Instagram. A oggi ha superato i 27 milioni di visualizzazioni.
La voce di Jannik era calma, bassa, glaciale, senza una sola inflessione di rabbia:
«Signora Leotta, sono Jannik Sinner. Lei mi ha appena definito in diretta nazionale “perdente fallito”, “egoista senza cuore” e “traditore dell’Italia”. Questa conversazione è registrata. Anche il suo programma è registrato.
Ho dato mandato immediato ai miei avvocati di Roma, Milano e Londra di procedere per diffamazione aggravata, danno d’immagine e violazione dei diritti della personalità.
Ho 23 anni. Quest’anno ho vinto 10 tornei, tra cui gli Australian Open, gli US Open e le ATP Finals. Ho portato l’Italia al numero 1 del mondo per la prima volta nella storia.
Ho pagato 18,4 milioni di euro di tasse in Italia negli ultimi due anni, più di quanto molti italiani guadagneranno in tutta la vita. Ho creato una fondazione che finanzia borse di studio per 47 ragazzi di San Candido e Sexten.
Lei può criticare le mie scelte, può non condividere il mio silenzio su certi temi. Ma non ha il diritto di insultare me, la mia famiglia, il mio lavoro e il mio Paese davanti a milioni di persone.
Da domani parleremo in tribunale. E lì non basterà piangere. Buona serata.»
Clic. Linea caduta.
Secondo chi era presente, Diletta Leotta è crollata sul divano della sala trucco, bianca come un lenzuolo, tremando incontrollabilmente. È stata portata via in ambulanza per un principio di crisi nervosa. Risulta ancora irreperibile.
La reazione dell’Italia è stata travolgente e unanime.
Alle 20:30 #GrazieJannik era primo trend mondiale. Alle 21:00 migliaia di persone si sono radunate spontaneamente sotto le sedi RAI di Roma, Milano e Torino con cartelli “Jannik sei l’Italia vera”. Alle 22:00 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato personalmente Sinner per esprimergli «l’orgoglio di tutto il Paese».
La Premier Giorgia Meloni ha twittato: «Jannik rappresenta il meglio dell’Italia che lavora, che vince e che non ha bisogno di lezioni da nessuno. Forza Jannik».
Anche personaggi lontani dal tennis come Matteo Berrettini, Francesco Totti, Fedez, Chiara Ferragni, Bebe Vio e Gianluca Vacchi hanno pubblicato storie di solidarietà totale.
Il CONI ha emesso un comunicato durissimo: «L’attacco a Jannik Sinner è un attacco all’Italia intera. Siamo al fianco del nostro campione».
Mediaset ha sospeso immediatamente “Tiki Taka Sport” a tempo indeterminato e ha aperto un’inchiesta interna. Pier Silvio Berlusconi avrebbe telefonato personalmente a Sinner per scusarsi.
Alle 23:17 lo studio legale BonelliErede ha notificato a Mediaset e alla Leotta una diffida di 14 pagine con richiesta di rettifica immediata in prima serata e risarcimento milionario, interamente devoluto alla Fondazione Jannik Sinner per il tennis giovanile.
Jannik, dal canto suo, è andato a dormire presto. Alle 22:14 ha pubblicato una sola storia Instagram: la foto del trofeo delle ATP Finals con la didascalia «Grazie Italia . Domani si torna in palestra».
Oltre 5 milioni di like in un’ora.
Oggi l’Italia si è svegliata con una certezza: Jannik Sinner non è solo il numero 1 del tennis. È il numero 1 del rispetto, della classe e dell’orgoglio italiano.
E Diletta Leotta, per una volta, ha imparato che certi ace non si possono rispondere.